Ciao! Oggi voglio parlarti di un fenomeno che vedo ultimamente essere sempre più dilagante soprattutto nelle classi di Pilates.
Molti istruttori seguono un corso BASE di Pilates e poi iniziano a proporre lezioni sempre più mirabolanti e super favolose con poca conoscenza di come si eseguono e del perché si eseguono.
Ma perché succede?
Qual’ è il problema alla base?
Credere di essere noiosi se si eseguono esercizi “base”? Aver paura di non essere divertenti?
Non avere fantasia abbastanza?
E allora cosa si fa? Si va su Instagram e si copiano le proposte…vero?
Nel mondo del Pilates moderno, basta uno scroll per essere sommersi da video di acrobazie spettacolari, sequenze fluide e posizioni che sfidano la gravità.
È facile cadere nella trappola di pensare: “Questo è un bell’esercizio, domani lo propongo in classe”.
Ma essere un bravo istruttore non significa essere un bravo “curatore di contenuti”.
Significa essere un ponte tra il metodo e il corpo dell’allievo.
Ecco perché la formazione continua di Pilates è l’unico strumento per fare la differenza.
Instagram premia ciò che è bello da vedere. Il Pilates, invece, premia ciò che è giusto da sentire. Un esercizio complesso visto su un social può apparire armonioso, ma senza la comprensione dei principi biomeccanici che lo sostengono, proporlo in aula può essere inutile o, peggio, rischioso. I corsi di aggiornamento ti insegnano il perché dietro il movimento, non solo il come appare.
Un bravo istruttore non si riconosce dalla difficoltà degli esercizi che assegna, ma dalla capacità di far applicare i principi fondamentali (respirazione, centraggio, precisione, controllo) anche nel movimento più semplice.
- Instagram: Ti dà l’esercizio finito.
- La Formazione: Ti dà gli strumenti per scomporre quell’esercizio, adattarlo a chi hai davanti e renderlo efficace per un corpo che non è quello della modella nel video.
Il cuore della tua professionalità risiede in un concetto cardine: per essere bravi insegnanti, bisogna essere prima di tutto bravi allievi.
Frequentare un corso di aggiornamento significa rimettersi in gioco, sentire le correzioni sul proprio corpo e comprendere le frustrazioni o le resistenze che i nostri allievi provano ogni giorno.
Un video non può correggerti il bacino o sentirti il respiro; un Master Teacher sì.

La formazione continua arricchisce la tua cassetta degli attrezzi.
Ti fornisce:
- Protocolli di assistenza: Cosa fare se un allievo ha dolore o limitazioni.
- Propriocezione: La capacità di guidare con la voce (cueing) invece che limitarsi a mostrare.
- Consapevolezza: La sicurezza di sapere esattamente cosa sta succedendo in ogni fase della lezione.
Per l’istruttore che legge: Instagram è una splendida vetrina di ispirazione, ma la formazione è la struttura della tua casa. Non lasciare che la tua professionalità dipenda da un algoritmo. Scegli di studiare, di praticare e di tornare allievo: è l’unico modo per trasformare una “bella coreografia” in una lezione di Pilates che cambia davvero la vita delle persone.
Per l’allievo che legge: Diffida dagli istruttori che non ti seguono nel percorso di ascolto del corpo e non ti spiegano cosa stai attivando o come gestire un esercizio ma ti propongono solo tecniche sfidanti e “belle da vedere”
Seguimi nei prossimi articoli perché ti porto alla conoscenza del Pilates come Lifestyle!
