Ciao! Hai letto il mio articolo che riguardava gli istruttori che si affidano a Instagram per creare le loro lezioni e così facendo dimenticano che la “formazione continua” e l’aggiornamento sono FONDAMENTALI?
Oggi parlo agli istruttori del perché non va bene copiare e incollare le lezioni dei social media.
Navigando sui social, ci imbattiamo quotidianamente in sequenze di Pilates creative e dinamiche.
La tentazione di “prenderle in prestito” per la lezione del giorno dopo è forte: dopotutto, vogliamo offrire novità ai nostri clienti.
Ma c’è un confine sottile, e pericoloso, tra l’ispirazione e il copia-e-incolla acritico.
La variabile che Instagram non vede è il Soggetto: I NOSTRI ALLIEVI!
Alzi la mano chi ha come allievo un’atleta professionista, che può fare qualsiasi esercizio senza il minimo sforzo…
Il limite più grande di un video è che è unidirezionale.
Mostra un corpo (spesso giovane, sano e iper-allenato) eseguire un movimento perfetto. Ma in sala, davanti a te, hai la realtà:
- L’allievo con una protusione discale silente.
- La cliente con una rigidità scapolo-omerale.
- La persona che sta vivendo un momento di forte stress e respira solo “di petto”.
Un video non può dirti cosa fare se il tuo allievo sente un pizzicore alla zona lombare. Un corso di formazione, invece, ti insegna l’analisi posturale e la capacità di adattare il metodo al corpo, non il corpo al metodo.
L’importanza delle Regressioni e delle Varianti
Sui social vediamo quasi sempre la “forma finale” di un esercizio, quella più complessa e coreografica. Tuttavia, la vera maestria di un insegnante risiede nella capacità di regredire l’esercizio:
- Il video ti mostra l’obiettivo: una posizione di equilibrio precario.
- La formazione ti dà la scala: i cinque passaggi propedeutici per arrivarci in sicurezza, o la variante corretta se quel giorno l’equilibrio manca.
Senza le basi tecniche apprese durante l’aggiornamento, il rischio è di proporre una “sfida” che l’allievo non è pronto a gestire, portandolo a compensare con i muscoli sbagliati o, nel peggiore dei casi, a farsi male.
Il “Cueing”: quello che non si vede nel Reel
La magia del Pilates non è nel movimento in sé, ma nelle indicazioni verbali (cueing) che guidano l’allievo dall’interno.
Mentre un video si limita a farti vedere “dove vanno le gambe”, lo studio costante ti permette di capire:
- Quale leva attivare per scaricare la colonna.
- Come usare la respirazione per stabilizzare il core in quel preciso istante.
- Come correggere un allineamento sbagliato solo con l’uso della voce o di un tocco consapevole.
E’ fondamentale non solo frequentare i corsi i formazione continua ma anche confrontarsi costantemente tra colleghi o con i nostri insegnanti per poter diventare non solo Istruttori ma Professionisti e vi garantisco che gli allievi se ne rendono conto.

Noi siamo responsabili delle persone e dobbiamo guidarle nel loro percorso di conoscenza degli esercizi.
I social sono ottimi per accendere una scintilla, ma non possono essere l’unico manuale di istruzioni. Essere un istruttore significa avere la responsabilità del benessere fisico di chi si fida di te.
Scegliere la formazione continua invece del “copia e incolla” significa scegliere di essere una guida sicura, capace di tradurre ogni movimento per il corpo unico che hai davanti.
