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Il mito del “Prodotto Finito”: perché la propedeutica è il vero segreto del Pilates

Ciao! Eccoci al terzo capitolo della saga Instagram VS Formazione continua.

Un argomento che mi tocca da vicino perché ritengo che ormai il dilagare di istruttori che copiano e non studiano è davvero troppo e questo fenomeno fa perdere professionalità a tutti.

Un professionista del settore non cerca scorciatoie ma studia, si confronta, prova fallisce, riprova, si confronta di nuovo e poi diventa un super professionista perché ha “sentito” il lavoro e non l’ha solo visto.

Oggi ti parlo di come è FONDAMENTALE la progressione pedagogica degli esercizi soprattutto di Pilates rispetto a vederli sui social e copiarli.

Solo facendo un corso di formazione continua puoi imparare le progressioni pedagogiche giuste a seconda dei casi che si propongono.

Sui social media vediamo solo il traguardo. Un Teaser perfetto, un Boomerang dinamico, una Rolling Like a Ball senza sbavature. È il prodotto finito, impacchettato per ricevere like. Ma il Pilates non è un’istantanea: è una costruzione millimetrica.

Quando un istruttore attinge solo dai video, tende a proporre l’esercizio nella sua forma finale. Ma cosa succede se l’allievo non ha ancora la forza addominale o la mobilità necessaria?

  • Instagram ti dà l’obiettivo: Ti mostra dove devi arrivare.
  • La Formazione ti dà la scala: Ti fornisce i gradini (la propedeutica) per arrivarci senza farti male e con controllo reale.

Senza i corsi di aggiornamento, si rischia di insegnare solo la “coreografia”, dimenticando che ogni esercizio avanzato è il risultato di tre o quattro esercizi preparatori fatti bene.

Come fai fare un Rolling Like a Ball ad una persona che ha la scoliosi?

La vera maestria di un insegnante non si vede quando fa eseguire un esercizio difficile a un atleta, ma quando sa rendere lo stesso esercizio accessibile a una persona con limitazioni. Attraverso la formazione, impari che:

  1. Le varianti non sono “fallimenti”: Sono strade diverse per raggiungere lo stesso principio.
  2. La regressione è evoluzione: A volte fare un passo indietro nella difficoltà permette di fare tre passi avanti nella qualità del movimento.
  3. Il corpo decide il ritmo: Se un allievo ha una problematica alla colonna, la propedeutica appresa nei corsi ti permette di scomporre l’esercizio, eliminando le componenti rischiose e mantenendo quelle benefiche.

Insegnare la propedeutica significa dare all’allievo i mattoncini per costruire la propria forza. Se gli diamo subito il “prodotto finito”, lo stiamo costringendo a compensare con il collo, con le spalle o con la zona lombare. Se invece usiamo gli strumenti appresi nei corsi, lo stiamo educando.

Ed è proprio l’Educazione continua sia dell’Istruttore che dell’Allievo che fa la differenza.

Un istruttore ben preparato nella propedeutica potrà aiutare un allievo a crescere nel suo percorso di attività motoria creando fiducia, fidelizzazione e continuando ad avere le classi piene e allievi soddisfatti!

Ecco a cosa dobbiamo aspirare tutti noi istruttori ed ecco cosa devono ricevere i nostri allievi, dei professionisti e non solo degli esecutori di esercizi.

In conclusione sia per l’allievo che per l’istruttore: Un video dura 30 secondi e ti mostra cosa dovresti saper fare, se sei un allievo non metterti a copiare e se sei un istruttore, un corso di aggiornamento dura ore e ti insegna come accompagnare ogni singolo allievo, con i suoi limiti e le sue potenzialità, verso quel movimento.

Non vendere il risultato: insegna il percorso, questo è Pilates Lifestyle!

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